SOMALIA
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LE UNITÀ DELL'AERONAUTICA MILITARE ITALIANA IN SOMALIA

  Le unità dell'Aeronautica Militare Italiana che hanno partecipato alla missione "IBIS" in Somalia.


46ª BRIGATA AEREA "SILVIO ANGELUCCI"
STEMMA DELLA 46ª BRIGATA AEREA.
  • 46ª Brigata Aerea "Silvio Angelucci"

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    La 46ª Brigata Aerea ha rappresentato la spina dorsale logistica della Missione Ibis in Somalia. Con i suoi velivoli da trasporto, il reparto di base a Pisa ha garantito il sostentamento del contingente italiano, affrontando uno scenario di guerra civile ad altissimo rischio.

    A partire dal dicembre 1992, i velivoli C-130 ed Aeritalia G222 della 46ª Brigata Aerea hanno operato incessantemente lungo la rotta Pisa-Luxor-Mogadiscio. In sole poche settimane, gli equipaggi pisani hanno macinato migliaia di chilometri per trasportare oltre 4.200 tonnellate di viveri, munizionamento, veicoli blindati ed elicotteri, oltre a migliaia di uomini del contingente. Questo sforzo titanico ha garantito il rifornimento costante alle basi avanzate italiane dislocate nei settori di Balad, Giohar, Belet Uen e fino al profondo entroterra somalo.

    Le operazioni di volo in teatro somalo hanno rappresentato una sfida estrema. Gli equipaggi della 46ª hanno volato e atterrato in condizioni climatiche proibitive e in ambienti tattici complessi, garantendo non solo il trasporto logistico, ma anche il vitale supporto per le evacuazioni mediche d'emergenza. Il rombo inconfondibile dei quadriturboelica ha rappresentato per mesi l'unico cordone ombelicale con la madrepatria, permettendo di superare le enormi distanze che separavano le unità operative dai porti marittimi.

    La presenza costante e capillare dell'Aeronautica Militare ha reso possibile la riuscita di una missione di peace-keeping e peace-enforcing tra le più complesse della storia repubblicana. La dedizione, il coraggio e la perizia tecnica dimostrata dagli aviatori della 46ª Brigata Aerea hanno scritto una pagina indelebile di solidarietà internazionale, confermando ancora una volta l'insostituibile valore strategico della componente da trasporto dell'Aeronautica Militare.

    Cronologia e dislocamento della missione

  • Inizio: 11 dicembre 1992, giorno in cui il primo C-130 Hercules della 46ª decollò da Pisa alla volta di Mogadiscio con a bordo gli incursori del "Col Moschin".
  • Fine: Marzo 1994, in concomitanza con il ripiegamento definitivo del contingente nazionale.
  • Dislocamento operativo: si articolò su due livelli strategici e tattici ben distinti, strutturato per gestire l'enorme sforzo logistico richiesto dal contingente ITALFOR-IBIS. La base operativa principale in Somalia fu stabilita presso l'Aeroporto Internazionale di Mogadiscio.
    Presso lo scalo della capitale venne rischierato un nucleo di velivoli C-130H Hercules e G.222 della Brigata.
    L'aeroporto fungeva da terminale d'arrivo per i voli strategici provenienti dall'Italia e, contemporaneamente, come base di partenza per tutte le missioni di trasporto tattico, lancio paracadutisti, ricognizione e aero-sgombero sanitario all'interno del territorio somalo.
  • Dal corridoio logistico di Mogadiscio, i velivoli della 46ª Brigata Aerea assicuravano il sostegno e il rifornimento quotidiano alle forze di terra dell'Esercito Italiano dislocate nel settore di competenza nazionale. Questo settore si sviluppava lungo una direttrice profonda circa 360 km dall'oceano verso l'interno, basandosi sulle seguenti piste semipreparate in terra battuta:

  • Balad::, Primo avamposto a nord della capitale.
  • Giohar: Sede del Comando del contingente italiano (ITALFOR).
  • Belet Uen: La base più avanzata e profonda, situata vicino al confine con l'Etiopia. Qui gli equipaggi della 46ª effettuavano continui atterraggi d'assalto su piste polverose e non asfaltate per consegnare viveri, munizioni e supportare i contingenti della Brigata Paracadutisti Folgore prima e della Legnano poi.

  • [Pisa San Giusto (Base Madre)]
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    [Luxor, Egitto] (Scalo Tecnico)
    │
    ▼
    [Gibuti, Gibuti] (Base di Retrovia)
    │
    ▼
    [Mogadiscio, Somalia] (Hub Operativo in Teatro)
    │ │ │
    ▼ ▼ ▼
    [Balad]
    [Giohar]
    [Belet Uen]
    (Piste Tattiche Avanzate)

    I compiti della 46ª Brigata Aerea

    La 46ª Brigata Aerea, ha il compito di assicurare, per via aerea, il movimento di uomini, MEZZI E materiale, con operazioni di aerotrasporto, aviosbarco e aviolancio. Inoltre la Brigata, può essere impiegata per:

  • Missioni di ricerca e soccorso.
  • Trasporto di personalità istituzionali.
  • Aviolancio di paracadutisti militari.
  • Concorso in calamità naturali (antincendio boschivo).
  • Trasporto feriti e malati.
  • Trasporti vari per conto dello Stato.


  • Il comando della 46ª Brigata Aerea

    Al Comando Brigata, ha sede l'Ufficio del Generale Comandante, del ViceComandante e della Segreteria Particolare.

    Dall' Ufficio Comando, dipendono la Sezione Personale , ove si trattano le pratiche degli Ufficiali, Sottufficiali e Truppa, sia in Ferma Breve, sia di leva, il Servizio Amministrativo , il Gruppo Difesa e l' Ufficio Operazioni. La Sezione Personale, ha particolare rilevanza poiché da essa sono custoditi i "documenti caratteristici" (valutazione annuale tecnico professionale di ogni militare), il "foglio matricolare", documento su cui viene annotato di tutto (corsi, matrimonio, punizioni, onorificenze, convalescenze ecc.) e si esplicano tutte le pratiche inerenti la vita del militare, dalla più semplice, alla più complessa.

    Il Servizio Amministrativo, si occupa di tutto quanto concerne l' aspetto economico del militare, dalla busta paga alle indennità per le missioni, dal calcolo della pensione, dall' assistenza per la compilazione del modello 730, e quant' altro abbia attinenza con l' aspetto economico di ogni militare.Il Gruppo Difesa , è in maggior parte costituito da personale di truppa Breve Ferma e leva. Il Gruppo, ha la responsabilità della difesa dell' installazione militare. A tale scopo, la Forza Armata ha costituito un corpo specializzato chiamato VAM (Vigilanza Aeronautica Militare), addestrato per la difesa delle installazioni militari. Al Gruppo Difesa, sono assegnati anche compiti di addestramento al tiro con armi leggere, ed alla difesa NBC (Nucleare Biologica Chimica) per tutti i militari effettivi alla Brigata. L' Ufficio Operazioni , è il centro del coordinamento e pianificazioni delle molte esercitazioni e delle missioni nazionali ed estere. E' in costante contatto con i velivoli durante lo svolgimento vero e proprio della missione, in ogni luogo ed in ogni istante.

    Il Gruppo Sanitario , comunemente chiamato in gergo militare "l'infermeria" si occupa dell' aspetto sanitario di tutto il personale militare, con visite di controllo periodiche a piloti e specialisti (otorino, oculistica, elettrocardiogramma ecc.). Procede a vaccinazioni (in caso di invio all' estero in Paesi a rischio) ed effettua visite giornaliere in caso di malore del personale in servizio alla Brigata. Infine è da ricordare, che è sempre presente a bordo pista un autoambulanza con medico a bordo, durante le molteplici attività di volo. Dal 2006, il Gruppo Sanitario ha cambiato denominazione e dipendenza gerarchica. Il suo nuovo nome è Infermeria di Corpo ed è passato dalle dipendenze del Reparto SLO alle dipendenze dirette del Comandante.





    Il reparto volo della 46ª Brigata Aerea

    Il Reparto Volo, è formato dai tre Gruppi di Volo, Il 2° Gruppo, il 50° Gruppo, il 98° Gruppo e dal 2002, dal G.E.A. (Gruppo Efficienza Aeromobili). Il G.E.A. (ex Centro Manutenzione) ha il compito di provvedere all' efficienza dei velivoli, con una costante manutenzione programmata (ispezioni) ed una manutenzione straordinaria in caso di malfunzionamento degli apparati montati sui velivoli (in particolare modo, tutto il sistema avionico particolarmente sofisticato), dei motori e della struttura vera e propria.

    Il G.E.A. in tempi moderni, è come una vera e propria ditta costruttrice. Infatti dispone oltre agli hangar, dove avviene la sopracitata manutenzione, di sala verniciatura, officine meccaniche, sala gomme, un ufficio gestione materiali. Per la parte "teorica", il G.E.A. si avvale della Sezione Coordinamento e Studi Tecnici e della Sezione Controllo Qualità.

    Il 98° Gruppo, è il più anziano della Brigata, infatti fu trasferito a Pisa in 1° giugno 1948, mentre il 2° Gruppo, un mese dopo, cioè il 1° luglio 1948. Alla fine degli anni cinquanta, in base alla decisione di rafforzare la Brigata, si aggiunse il 50° Gruppo (attualmente in servizio con i C130J) . Tale evento avvenne il 1° ottobre 1964. Tutti e tre i Gruppi Volo, hanno avuto in dotazione i C119, solo dal 1972, la Brigata iniziò a dotarsi dei moderni C130H e dal 1977 in poi, entrarono in servizio gli Italiani G222. Nel 2005 sono entrati in linea i C130J, presso il 50° ed il 2° Gruppo. L' 11 gennaio 2007, con una solenne cerimonia in cui ci ha onorato della sua prsenza il Capo di Stato Maggiore della Difesa Amm. Di Paola, è stato consegnato al 98° Gruppo il primo dei dodici il C27J Spartan.


    Il 446° Reparto Servizi Tecnici Operativi (STO)

    Dal Reparto STO, Il Gruppo Rifornimenti (GR) ed il Gruppo Telecomunicazioni (TLC). Il Gruppo Rifornimenti, ha il compito di provvedere all' immagazzinamento, alla conservazione e alla distribuzione del materiale speciale aeronautico (MSA). tale compito ha una particolare rilevanza logistica specie in occasioni di missioni fuori area. Il G.R. per il suo funzionamento si avvale di ben otto padiglioni, con all' interno centinaia di metri di scaffali metallici, pieni zeppi di parti di ricambio. Non è affatto facile soddisfare tutte le richieste, (ogni aereo è costituito da migliaia di parti) degli utenti della Brigata e non. Le stesse variano dal singolo bullone, al motore intero, ad una semi ala ecc. Anche il G.R., ha una parte "teorica" molto importante, che si individua nell' Ufficio Contabilità, il quale ha lo scopo di contabilizzare i migliaia di movimenti giornalieri, delle parti di ricambio. Ogni singolo movimento, anche di una rondella, innesca un tal movimento di carta da far impallidire chiunque.
    Il Gruppo Telecomunicazioni e Meteo invece, si occupa di tutto quanto concerne le comunicazioni più tradizionali. Dal TLC, dipende tutto il vasto sistema di telefonia fissa della Brigata, delle comunicazioni radio, delle postazioni radar (Controllo Spazio Aereo) sia all' interno della Brigata, sia poste in luoghi remoti, della Sala Accettazioni Messaggi (telex) ed infine della Sezione Meteo.


    Il 546° Reparto Servizi Logistici Operativi (SLO)

    Dal Reparto SLO, il Gruppo Autotrasporti, il Gruppo Impianti ed il gruppo Servizi Vari. Il Gruppo Autotrasporti , è il responsabile di tutto quanto si muova su "gomma". E' un gigantesco "garage", con una moltitudine di autobus per il recupero del personale, di camion leggeri, medi e pesanti, dotati anche di rimorchio, di autovetture, di autoblindo,di "ape" e persino di biciclette! Dal suo buon funzionamento, dipendono buona parte delle attività giornaliere della Brigata, sia all' interno della stessa, che all' esterno, per poter trasportare uomini e materiali in ogni parte d' Italia. Il Gruppo Impianti, si occupa delle infrastrutture (edifici, strade ecc.) della Brigata, degli impianti idraulici, termici ed elettrici. Il Gruppo Servizi Vari, ha alle sue dipendenze, la Sezione antincendi, che si occupa delle emergenze sui velivoli e della normale attività di prevenzione negli immobili della Brigata. Punto forte, del GSV, sono le mense ed i circoli. La Brigata dispone di due mense (una per gli Ufficiali e una per i Sottufficiali e la Truppa) e di due circoli (Ufficiali, Sottufficiali e Truppa).





    15º STORMO "STEFANO CAGNA"
    STEMMA DEL 15º STORMO “STEFANO CAGNA”.
  • ELICOTTERI DEL 15º STORMO

  • L'Operazione IBIS in Somalia ha rappresentato per l'Italia il più grande e complesso banco di prova militare fuori dai confini nazionali dal secondo dopoguerra. In questo scenario di anarchia e guerra civile, tra il gennaio 1993 e il luglio 1993 , una cellula operativa del 15° Stormo dell'Aeronautica Militare è stata rischierata a Mogadiscio , segnando un punto di svolta storico per il reparto e introducendo per la prima volta la moderna capacità di Combat SAR (Ricerca e Soccorso in ambiente ostile).

    L'intervento italiano si inseriva nell'ambito delle missioni ONU UNOSOM I e della successiva coalizione multinazionale UNITAF (Operation Restore Hope). Il contingente nazionale, denominato IBIS, aveva il compito di garantire la sicurezza, scortare i convogli umanitari e tentare la pacificazione dei territori occupati dai signori della guerra locali.

    La cellula del 15° Stormo venne dislocata direttamente sull'aeroporto internazionale di Mogadiscio. Gli equipaggi operavano in un ambiente climatico estremo, caratterizzato da caldo torrido e frequenti tempeste di sabbia che mettevano a dura prova le turbine degli elicotteri, muovendosi in un territorio vasto circa 360 km in profondità fino al confine etiope.

    Fino alla missione in Somalia, il 15° Stormo aveva operato prevalentemente in contesti di pace per il soccorso di civili e piloti incidentati sul suolo nazionale (Search and Rescue istituzionale). La Somalia cambiò radicalmente le regole d'ingaggio.

    La Nascita del Combat SAR

  • Elicotteri Blindati: Gli storici elicotteri anfibi Sikorsky HH-3F Pelican in dotazione vennero aggiornati sul campo con speciali piastre di blindatura per proteggere l'equipaggio dai colpi d'arma da fuoco provenienti da terra.
  • Evacuazioni Mediche d'Urgenza (MEDEVAC): Sotto il comando del Colonnello Maurizio Conti, gli elicotteri del 15° effettuarono decine di sortite sotto la minaccia delle milizie fedeli al generale Aidid. Volarono per raccogliere feriti nei presidi avanzati del contingente, portandoli d'urgenza all'ospedale da campo di Mogadiscio.
  • Supporto alla Folgore: Durante i rastrellamenti e i durissimi scontri a fuoco che videro protagonista la Brigata Paracadutisti Folgore (come i drammatici eventi che portarono alla successiva Battaglia del Checkpoint Pasta il 2 luglio 1993), gli elicotteri dell'Aeronautica garantirono una presenza costante dall'alto, fungendo da occhi elettronici e vettori di soccorso immediato.
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    La Storia del 15° Stormo: Dal Bombardamento al Soccorso

    Per comprendere il valore degli uomini del 15° Stormo, è necessario ripercorrerne le origini, caratterizzate da una radicale transizione concettuale: da reparto d'offesa a unità d'élite per la salvaguardia della vita umana.

    Epoca / Data Evoluzione Storica e Ruolo del Reparto Velivoli Principali
    1° Giugno 1931 Costituzione a Ciampino (Roma) come Stormo Aeroplani da Bombardamento Diurno. Fiat BR.3
    Seconda Guerra Mondiale Schierato in Nord Africa (Libia), combatte intensamente guadagnando la Medaglia d'Argento al Valor Militare. Viene sciolto l'8 settembre 1943 a Firenze Peretola. Savoia-Marchetti S.M.79
    1° Ottobre 1965 Viene ricostituito a Ciampino con una missione opposta: non più bombardare, ma salvare. Diventa il reparto SAR dell'Aeronautica Militare. Idrovolanti HU-16 Albatross
    Anni '70 - '80 Lo Stormo introduce gli elicotteri e si disloca sul territorio nazionale, espandendo le proprie capacità di soccorso in mare e montagna. Sikorsky HH-3F Pelican
    Era Moderna Spostato prima a Pratica di Mare (1997) e infine a Cervia-Pisignano (sede attuale), lo Stormo è oggi integrato nella 1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali. AgustaWestland HH-139A/B




    Lo Stormo Oggi

    Con lo storico motto "Ab coelo in auxilium vitae" (Dal cielo in aiuto alla vita), il 15° Stormo dell'Aeronautica Militare è attualmente una delle strutture più complesse e dislocate della Forza Armata. Conta oltre 1.400 militari e coordina diversi Centri SAR distribuiti strategicamente in tutta Italia (tra cui Trapani, Gioia del Colle, Pratica di Mare e Decimomannu).

    Dalla sua ricostituzione a oggi, l'unità ha effettuato migliaia di interventi salvando oltre 7.700 vite umane, operando 24 ore su 24 in qualsiasi condizione meteorologica, portando con orgoglio l'esperienza e il coraggio maturati quarant'anni fa sotto il sole della Somalia.



    Agusta-Sikorsky HH-3F Pelican nella Missione IBIS in Somalia

    L'impiego dell'Agusta-Sikorsky HH-3F Pelican nella Missione IBIS in Somalia ha segnato il battesimo del fuoco per i reparti di soccorso dell'Aeronautica Militare. Progettato originariamente per la ricerca e il salvataggio a lungo raggio in ambiente marino e civile (SAR), l'aeromobile dovette subire profonde modifiche tecniche e operative per sopravvivere alle minacce asimmetriche del teatro somalo.

  • Blindatura d'Emergenza: Vennero installate piastre di protezione in materiali compositi (Kevlar e ceramica) sul pavimento della cabina e intorno ai sedili dei piloti per bloccare il munizionamento leggero proveniente dal basso.
  • Armamento Difensivo: Trattandosi di un elicottero SAR storicamente disarmato, furono installate sui portelloni laterali delle mitragliatrici MG 42/59 calibro 7,62 mm per il fuoco di copertura e la difesa stretta durante le fasi di atterraggio e decollo.
  • Sistemi di Autoprotezione: Furono integrati lanciatori di contromisure termiche (Chaff e Flare) per sviare eventuali missili a ricerca di calore (MANPADS) lanciati dalla spalla.
  • Filtri Anti-Sabbia: Le prese d'aria dei motori furono dotate di speciali filtri per evitare l'ingestione della sabbia finissima del deserto somalo, che causava l'usura precoce delle pale delle turbine e pericolosi cali di potenza.

  • Equipaggio e Capacità di Carico

    In Somalia, la composizione dell'equipaggio venne ampliata per rispondere alle esigenze di sicurezza del teatro operativo:

  • Equipaggio Standard in Missione: 5-6 membri, suddivisi in due piloti, due operatori di bordo (addetti ai sistemi radio, radar e verricello), un ARS (Aerosoccorritore) e, spesso, un mitragliere addetto alla difesa ravvicinata.
  • Capacità MEDEVAC: La grande cabina permetteva di ospitare fino a 15 barellati o fino a 25 passeggeri seduti, rendendolo ideale per le evacuazioni mediche di massa dai presidi avanzati della Folgore verso l'ospedale di Mogadiscio.
  • Verricello di Recupero: Dotato di un verricello idraulico esterno con capacità di sollevamento di 272 kg, utilizzato per esfiltrare personale o feriti in aree dove l'elicottero non poteva toccare terra a causa del terreno accidentato o di minacce ambientali.
  • L'esperienza accumulata in Somalia con queste macchine gettò le basi dottrinali per la transizione del 15° Stormo verso le moderne operazioni di Combat SAR, garantendo la sopravvivenza degli equipaggi in contesti ad alta intensità fino alla radiazione del Pelican, avvenuta nel 2014.




    Crest delle Unità




    Patch della 46ª Brigata Aerea





    Patch del 15° Stormo




    Poster

      

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